Di Tito Barbini ex Sindaco di Cortona, ex Consigliere regione Toscana, da un post di Facebokk.
Le mie Rughe di Cortona invase dai mezzi militari da guerra. Certo, non sparano proiettili o granate ma ci trasmettono una immagine di cambiamento desolante. Anche antropologico. Forse eravamo un gruppo di visionari quando negli anni settanta progettammo una città per la pace e l’incontro con l’altro, il diverso. Visionari nel preparare l’accoglienza di una grande comunità straniera capace di arricchire le differenze e portare un contributo economico a tante categorie economiche in difficoltà. Come? Ristrutturando il centro storico e il suo arredo urbano, recuperando con l’agriturismo tanti casolari abbandonati, ostelli per la gioventù, sedi universitarie e offrendo la residenza a grandi scrittori e artisti. Lo chiamammo impropriamente turismo culturale ma, con entusiasmo, aprimmo una stagione che ha visto fiorire negli anni rapporti consolidati con le Università e con Fondazioni culturali prestigiose a livello internazionale. E poi eventi teatrali e concerti, mostre ed esposizioni di rilevanza universale. Oggi vedo un lento degrado che il Covid ha reso più evidente. Qualcuno ne porta la responsabilità? Ma , soprattutto, è possibile fare qualcosa per fermare questo degrado? Riflettiamoci.

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