Mauro Valenti, il fondatore di Arezzo Wave, dopo essersi visto assegnare l’organizzazione del capodanno 2024, ha deciso di non partecipare al bando per il 2025, e forse memore dall’esperienza passata, con il suo comunicato stampa, ha posto una serie di domande molto generiche, e se vogliamo anche retoriche, ma che forse ci fanno capire che: se da un lato lui conosce tante dinamiche che ha deciso di non denunciare, dall’altro non rinuncia a gettare qualche dubbio sull’organizzazione di questi eventi, per il capodanno del comune di Arezzo, così da poter fare riflettere i cittadini su dinamiche amministrative forse poco trasparenti e forse ai più non conosciute.
Da queste domande, se conosciamo bene Valenti, forse possiamo ricavarne una metafora: “è come se per una nota gara di fondo, si decide di fare una manifestazione più grande, tipo la Maratona di New Yourk, e il comune entusiasta aumenta il contributo per avere una competizione di più alto livello, ma poi vengono chiuse le iscrizioni a solo un terzo dei partecipanti (rispetto all’anno precedente) non si fa venire nessun top runner, si riduce il monte premi e di conseguenza invece di fare la dimostrazione in un luogo che ha una grossa capienza si sposta in una piazza che è molto più piccola, e che si riempie più facilmente e così a colpo d’occhio l’immagine è salva!”
Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa di Mauro Valenti:
“Capodanno Arezzo 2025:
- TEMPISTICHE ESTREMAMENTE
RISTRETTE
Il bando 2025 è stato pubblicato il 1 ottobre, an-
nunciando improvvisamente un aumento di budget
del +40% rispetto all’edizione 2024 (da 50.000 €
a 70.000 €).La scadenza era fissata al 28 ottobre,
quindi appena 27 giorni dopo. La comunicazione
dell’esito è arrivata il 15 novembre.
È realistico progettare un Capodanno di
qualità in meno di un mese? - AUMENTO DEL BUDGET, DIMINUZIONE
DELLA PARTECIPAZIONE
Un fatto, non un’opinione: nonostante il budget sia
aumentato, la partecipazione è diminuita, fino ad
arrivare — secondo quanto emerge — ad un solo
candidato.
Com’è possibile che più fondi producano
meno concorrenza?
Che sia coincidenza o dinamica strutturale, resta un
dato che merita di essere osservato con attenzione. - UN RITORNO A UN PASSATO GIÀ VISTO?
Chi segue queste vicende ricorderà che quattro,
cinque, sei anni fa si verificarono situazioni molto
simili: bandi con scadenze tardive (talvolta a metà
dicembre), e un solo partecipante ricorrente, che
spesso coincide con quello di quest’anno.
È un caso che gli stessi esiti si ripetano
ciclicamente?
o c’è un modello di tempistiche che sco-
raggia la concorrenza?
Una serie di domande che meritano attenzione.
Negli ultimi anni, i bandi per il Capodanno ad
Arezzo hanno spesso alimentato dubbi, discussio-
ni e una percezione diffusa di scarsa competitività.
Quest’anno non fa eccezione.
Con un elemento in più: alcuni fatti oggettivi pon-
gono domande difficili da ignorare, soprattutto per
chi segue la vita culturale della città con spirito
critico.
Quando l’aumento del budget incontra la diminuzione della partecipazione - LE VECCHIE BARRIERE DI ACCESSO: UNA
STORIA CHE PESA
Per anni, alcune associazioni locali — come Arezzo
Wave — non poterono nemmeno candidarsi ai bandi per
eventi giovanili perché il regolamento richiedeva l’iscri-
zione a uno specifico registro comunale.Un criterio che,
di fatto, impediva la partecipazione anche a chi era già
iscritto in Prefettura e al Ministero.
La libera concorrenza culturale è stata dav-
vero garantita negli anni? - LE CONDIZIONI 2025: PROGRAMMAZIONE O
IMPROVVISAZIONE?
Un aumento di budget può essere un’ottima notizia.
Ma comunicarlo a ottobre, con solo quattro settimane
per presentare un progetto e meno di due mesi per re-
alizzarlo, rende impossibile: coinvolgere grandi nomi,
costruire collaborazioni nazionali, avviare operazioni
internazionali, programmare logistica, ospitalità, pro-
mozione, contratti, agende artistiche.
Che tipo di progettazione è realmente possi-
bile con queste tempistiche? - IL NODO VERO: LA PROGRAMMAZIONE
ANTICIPATA
Non si tratta di polemiche personali. Il nodo è tecnico: i
tempi contano più dei budget.Un calendario compresso
porta inevitabilmente a: meno partecipanti, meno con-
correnza, meno qualità, meno libertà progettuale.
E soprattutto:
meno possibilità per la città di beneficiare delle idee mi-
gliori Le domande elencate non accusano nessuno.
Sono domande che ogni cittadino, lettore o operatore
culturale ha il diritto di porsi quando vede: più soldi,
meno partecipazione, tempistiche ridotte, pattern già vi-
sti negli anni, meccanismi di accesso limitati in passato,
un solo concorrente di fatto anche quest’anno. Arezzo
merita trasparenza, pluralità di idee e processi realmente
competitivi. È legittimo chiedersi se i bandi, così come
strutturati, stiano davvero favorendo tutto questo.
Mauro Valenti”

