Per dirla con una battuta “quando il M5S non si presenta non va male” alle amministrative, perché in effetti negli ultimi anni i grillini le elezioni amministrazioni le hanno perso quasi tutte e non sembrano più in sintonia con quella base che è stata l’inizio di tutto. Infatti, non dimentichiamoci che il movimento 5 Stelle inizia la sua avventura politica con l’affermazione nel 2010 e l’elezione di Giovanni Favia al consiglio regionale Emilia Romagna. Nelle successive elezioni amministrative il movimento ha molte altre clamorose affermazioni, vedi Pizzarotti a Parma. Poi nel 2013 il M5S ha un clamoroso risultato elettorale alle elezioni politiche nazionali e possiamo affermare che da quel momento i due fondatori, Grillo e Casaleggio, sembrano non interessarsi più alla base del movimento, ma solo ed esclusivamente alle gestione dei gruppi parlamentari.

Piano Piano la base si sente sola, si rende conto che il movimento è in Parlamento, c’è sempre più disorientamento. Nessuno si preoccupa di non disperdere quell’esperienza innovativa e visionaria dei Meetup. Tutt’altro si continua a sostenere che non serve un’organizzazione, non devono esserci attivisti con ruoli apicali ( ufficialmente, ma di fatto c’erano). Dal 2013 ci sono nei territori i parlamentari eletti nelle varie circoscrizioni, ma nessuno dall’alto li autorizza a diventare dei referenti, a proporsi come tramite per comunicare con l’apice ( Grillo/Casaleggio). Tutt’altro, non devono parlare, non devono esporsi ne localmente ne altro, devono solo essere obbedienti ai capi scelti da Grillo e Casaleggio ( vedi Di Maio, Di Battista, Fico, Taverna, Lombardi e pochi altri). Tali scelte apparentemente incomprensive avevano una loro logica: garantire ai Guru del movimento (Grillo e Casaleggio & Associati) il potere assoluto e indiscusso e ricordiamo bene tutti che chi ci ha provato a disubbidire è stato subito espulso.

Con questi presupposti e queste scelte egoistiche e scellerate si sono persi anni preziosi e utili per poter creare una classe politica locale capace di lavorare nel territorio, capace di farsi apprezzare dei cittadini nei vari comuni e nelle varie regioni. Non si può pensare di candidare gente improvvisata, inesperta di politica, impreparata, incapace anche di parlare etc. etc. perché i cittadini non li votano, vogliono essere amministrati da gente credibile.

Dal 2013 in poi, per i 5S, le elezioni amministrative, salvo poche eccezioni, hanno preso una linea discendente inarrestabile fino ad arrivare alla sconfitta/scomparsa del 3/4 ottobre scorso, e forse solo mitigata dall’impegno diretto in campagna elettorale di Giuseppe Conte. Vedere a Roma il Movimento 5 Stelle che ricandidava la sindaca uscente, Virginia Raggi, che prende meno voti di Calenda e del suo partito non ha bisogno di alcun commento.

Gli italiani ci hanno creduto e soprattutto sperato nel Movimento 5 Stelle. Per i delusi cronici dalla politica, che non andavano più a votare, è stato forse l’ultimo tentativo, l’ultima luce in fondo al tunnel. Crediamo che se il 3/4 ottobre ci fossero state le elezioni politiche invece che le amministrative il risultato elettorale per i grillini non sarebbe cambiato. Certo ora i vertici del M5S diranno che Giuseppe Conte è a capo del M5S da troppo poco tempo e che solo la sua presenza non poteva invertire la china discendente precedente.

Sarà anche possibile che con Giuseppe Conte il movimento ritrovi quella attrattività per i delusi della politica, ma ancora non è chiaro il suo progetto politico, le sue idee politiche e i suoi obbiettivi e soprattutto chi votava grillino e non è ritornato a votare (il 3/4 ottobre) forse, lo ha fatto, perché non capisce e non accetta il sostegno al governo Draghi. Il governo espressione di quei poteri forti che hanno portato il paese all’attuali condizioni di decadenza, di rassegnazione e assenza di speranza per la stragrande maggioranza dei cittadini. Il primo segnale a rivelarlo è la circostanza che i delusi dalla politica hanno per la prima volta nella storia repubblicana superato i votanti. Le cui percentuali stanno sotto il 50 per cento in tutte le prime quattro città italiane, e cioè Roma, Milano, Napoli e Torino ( guarda caso le grandi città dove la povertà, la disperazione e la mancanza di futuro coinvolgono e avvolgono tantissima povera gente).

Questa fuga dalle urne dice che nelle democrazie il governo lo vogliono scegliere i cittadini e non accettano che i soliti noti, i soliti poteri forti, insomma proprio “I SOLITI” lo scelgano loro, ed è evidente che si è passati: dalla speranza su chi sembrava ribellarsi al sistema alla diserzione. Non a caso l’astensione coincide con il crollo dei Cinquestelle che nelle elezioni politiche del 2018 fecero il pieno.

Purtroppo questo risultato delle ultime amministrative, contrariamente alla speranza di chi non è andato a votare, non fa altro che rafforzare il governo degli Industriali, della finanza, dei ricchi e dei potenti di questo paese, il governo Draghi. Se non andare a votare doveva indebolire il governo Draghi, invece, ha sortito l’effetto contrario, lo ha rafforzato. La consapevolezza degli attuali parlamentari 5 Stelle di non essere rieletti li spingerà ad accettare qualunque cosa affinché la legislatura arrivi a fine mandato o comunque al novembre 2022, data in cui maturerà il diritto alla pensione per tutti i senatori e tutti i deputati.

In conclusione Conte e il M5S potranno avere un ruolo e un futuro nella politica italiana solo se dimostreranno da subito una forte autonomia dal governo Draghi e dal sistema che rappresenta, perché tutti quei i cittadini, che non sono andati a votare, ancora non gliela riconoscono e onestamente ad ora è molto difficile intravederla.

2 thoughts on “Le parabole del Movimento 5 Stelle e il futuro di Conte”
  1. Il movimento era una creazione del potere per portare il popolo ai seggi. Prima delle prossime politiche il potere di creerà al suo interno un altro avversario.
    La storia si ripete; votando il m5€ il popolo ha obbedito all’ordine del potere di andare ai seggi

  2. Frustrazione per Frustrazione, meglio non fare niente e rimanere a casa!
    Conte chi è? Impossibile inchiodarlo ad una idea politica…il m5s che vuole trasformarsi in una forza liberale….ritornano le comiche finali!

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