Cosa perde Arezzo se Siena disattiva il dipartimento?

Cosa è un dipartimento e cosa è un corso di laurea ?

La legge Gelmini del 2010 ha dato un nuovo assetto ai Dipartimenti. Prima di tale riforma essi avevano solo competenza in ambito di ricerca, oggi invece sono sia centri di ricerca che di Didattica. Nel secolo scorso gli studenti e molti professori non avevano mai sentito parlare di Dipartimenti universitari, c’erano le facoltà e in alcuni casi gli istituti, luoghi dove gli studenti non avevano in genere libero accesso, in molti casi l’Istituto coincideva con un singolo insegnamento ed il direttore dell’Istituto altri non era che il titolare di quell’insegnamento.

Ma per quanto non si usasse la parola, l’idea di Dipartimento esisteva già in molte università specialmente nelle discipline scientifiche; quindi ,… “per Dipartimento si intende un organismo che riunisce tutti i docenti che insegnano e svolgono ricerche in discipline appartenenti alla stessa area, che esprimono una direzione collegiale, e che utilizzano risorse, laboratori e strumenti comuni “….

Per meglio capire l’idea di Dipartimento possiamo idealizzarlo anche fisicamente in un unico grande edificio, senza divisioni interne, con un’unica biblioteca aperta anche agli studenti, con aule comuni e luoghi di riunione, con numerosi studi per i professori, ma senza uno studio particolarmente grande e lussuoso per “il direttore” , insomma, un luogo “INCLUSIVO” in cui tutti, professori , studenti, personale amministrativo, collaborano e condividono il percorso di studio, ricerca e arricchimento culturale/umano, senza particolari gerarchie o ambienti esclusivi.

E’ un po’ più difficile capire quali sono i rapporti tra Dipartimento e Corso di Laurea, infatti, se nelle facoltà scientifiche sembrano sovrapporsi, spesso per la presenza di laboratori, ciò sarebbe auspicabile sempre e per tutti i corsi ( scientifici, umanistici etc. etc.); infatti, il Corso di Laurea , qualunque esso sia, deve assorbire gran parte della attività didattica dei professori del Dipartimento, e gli studenti devono considerarsi “a casa loro” nel loro Dipartimento, nell’aula di studio a loro riservata, nelle sale di lettura della biblioteca e se sono laureandi, anche nella bella sala interna della biblioteca. Gli studenti eleggono anche i loro rappresentanti nel Consiglio di Dipartimento che è l’organo di direzione collegiale. Ma soprattutto la mattina essi affollano i corridoi, le aule, le scale e naturalmente i gradini esterni dell’edificio, che sembrano essere nella bella stagione il luogo di riunione preferito e tutto questo può avvenire solo ed esclusivamente in un ambiente fisico, con le caratteristiche di cui sopra, e non in un qualunque ambiente che non ha tale organizzazione ma solo delle aule dove si tengono lezioni in presenza ( quando va bene) o si guarda in uno schermo digitale il professore che fa la lezione, ad esempio da Siena, infatti per questo ci sono già le Università Telematiche che oltretutto si possono seguire più tranquillamente da casa propria.

Non bisogna però dimenticare che i docenti del Dipartimento insegnano anche ad altri studenti e cioè agli studenti di altri corsi di laurea attivati nello stesso Dipartimento o di altri dipartimenti. Questo fa del Dipartimento un organismo che travalica il singolo Corso di Laurea anche dal punto di vista della didattica e solo così si crea quel rapporto tra studenti, ovvero, si conoscono, nascono amicizie, solo così si creano le condizioni per un percorso professionale di successo etc..

Tuttavia anche se ufficialmente, a termini di legge, il Dipartimento dovrebbe organizzare la ricerca scientifica nell’area di sua competenza e non l’insegnamento, nei fatti come è giusto che sia in ambito universitario, didattica e ricerca si sovrappongono e le competenze dei due consigli, di dipartimento e di corso di laurea finiscono per confondersi. Del resto la biblioteca, le aule, il centro di calcolo servono sia per la didattica che per la ricerca. E poi al di là delle sottigliezze giuridiche, il Dipartimento è formato dalle persone che vi appartengono, e lavorano insieme per la didattica e la ricerca, ma anche dagli studenti che lo frequentano. Si tratta di un corpo vivo di docenti e studenti, ravvivato specialmente dalla presenza dei giovani che ogni anno entrano come matricole, imparano a poco a poco a frequentare l’edificio ad utilizzarne le strutture, ed infine tra gli applausi dei colleghi, i fiori e la commozione dei genitori arrivano alla laurea. Da questo punto di vista il Dipartimento non è definibile in termini legalistici. Ma solo in termini umani e sociali.

Pertanto, le affermazioni, alla stampa, del Rettore dell’Università di Siena che sembrano garantire ad Arezzo più corsi di laurea non possono accontentare e rendere felice la politica aretina, infatti, potranno sicuramente essere attivati altri corsi di laurea, con lezioni in presenza dei professori che vengono dal dipartimento di Siena (fanno lezione e e appena finita tornano via) o magari con lezioni a distanza ( si può mettere una telecamera in aula mentre il Professore fa lezione in dipartimento a Siena e rimandare l’audio e il video in qualsiasi aula del Pionta o in altro luogo), si può coinvolgere qualche docente locale con dei semplici contratti temporanei di lavoro per fargli tenere delle lezioni ( spesso contratti che vengono firmati più che altro per spirito volontaristico, visto i compensi pattuiti, e non di rado nessuno di loro aspira ad una carriera universitaria ) etc. etc.. ma è evidente che se non c’è il Dipartimento gli studenti che vorranno frequentare le aule aretine non potranno lavorare insieme ai loro professori, non potranno considerarsi a casa loro, non avranno un aula di studio a loro riservata, non frequenteranno le sale di lettura della biblioteca, non potranno commuoversi con i loro genitori nel palazzo dove hanno sostenuto gli esami e studiato, per tanto tempo, perché dovranno recarsi a Siena per la tesi di laurea etc. etc. ; insomma, diciamolo chiaramente “LE MATRICOLE” non avranno più motivo di vivere il colle del Pionta, il cosiddetto ” Campus Universitario aretino” ; infatti, c’è da chiedersi che differenza c’è dal frequentare, da casa tranquillamente, un corso di laurea delle tante Università Telematiche, con tante lezioni online e a volte anche in presenza, con una tale offerta per Arezzo da parte dell’Università di Siena? Chiaramente nessuna. E allora cari politici aretini la differenza sta solo nella presenza o meno del dipartimento e quindi senza non possiamo certo affermare che ad Arezzo c’è, ne un Campus Universitario, né una sede Universitaria, ma solo un luogo dove si tengono delle lezioni dei vari corsi di laurea attivati ; ci vuole onestà nei confronti dei nostri giovani che vogliono studiare, crescere e realizzare con il sapere i loro sogni, quindi, senza dipartimenti ad Arezzo ci sono semplicemente delle aule dove si tengono delle lezioni in presenza e o online, anche se da circuito interno all’università e non si capisce per quale motivo chi deve immatricolarsi debba rinunciare a studiare e a frequentare un vero Dipartimento per venire ad iscriversi ad Arezzo dove non c’è, ed è evidente che così, piano piano, il Campus Universitario Aretino vedrà ridotte le sue matricole e sicuramente subirà un progressivo ridimensionamento che potrà anche portare alla sua chiusura definitiva.

Cosa fa la politica e la classe dirigente aretina?

Se l’Università di Siena ha preso tali decisioni sicuramente ci sono anche delle motivazioni di carattere finanziario ed economico, ed è evidente che in un momento così difficile per tutti se si devono fare dei tagli è legittimo e comprensivo che prima si facciano nelle sedi periferiche e secondarie, come Arezzo, come dargli torto!!!!!

In conclusione quello che, invece, non è comprensibile è il silenzio, la distanza e la distrazione della politica locale aretina, ma anche della ricca e nutrita classe imprenditoriale di questa città e di questa provincia , verso la sua Università o di quello che ne rimane del Campus del Pionta, infatti, ci si poteva e ci si deve aspettare dalla classe dirigente attenzione, impegno e voglia di lottare con ogni mezzo e se necessario trovare anche le risorse per conservare qui l’unico Dipartimento rimasto e perché no magari cercare di aumentarli ( unico modo per dare un futuro a Arezzo), infine, quello che ancora di più lascia l’amaro in bocca sono le dichiarazioni alla stampa dei rappresentanti protempore delle istituzioni locali che sembra abbiano dichiarato che: “si sentono rassicurati dalle dichiarazioni del rettore”, quindi, che dire: o per loro l’istruzione l’Università non ha un gran valore, ma allora basta dirlo, altrimenti se sono in buona fede, come vogliamo pensare, vuol dire che non hanno chiaro cosa succederà ad Arezzo se si perde l’unico Dipartimento rimasto; altrimenti c’è solo da pensare male, ma noi non vorremmo pensare male, e ci auguriamo che tutti facciano la loro parte per il bene di Arezzo e della sua provincia e si riesca così a conservare almeno un Dipartimento al Pionta.

One thought on “CHE COS’È UN DIPARTIMENTO UNIVERSITARIO? PERCHE’ NON DOBBIAMO RINUNCIARCI!”
  1. […] Riportiamo il link del nostro articolo, del 26 maggio scorso, dove abbiamo cercato di spiegare cosa significa per Arezzo perdere l’unico Dipartimento esistente e chi vuole può leggerlo : CHE COS’È UN DIPARTIMENTO UNIVERSITARIO? PERCHE’ NON DOBBIAMO RINUNCIARCI! – Alò Web TV … […]

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